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Prevenire la corrosione dei ferri chirurgici

di Cleto Simoncelli, Giovanni Scavino.
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Lavaggio-disinfezione termica dei ferri

Prima di essere sottoposti al processo di sterilizzazione i ferri chirurgici debbono essere accuratamente puliti per rimuovere in maniera completa dalla superficie metallica ogni residuo organico, che a contatto con il vapore potrebbe crackizzare compromettendo la pulizia e la sterilità del ferro ed incrementando notevolmente le problematiche di corrosione.
Per garantire la salute del personale sanitario a fronte di possibili infezioni ospedaliere, si ricorre all'impiego di lavaferri automatiche, che provvedono alla detergenza ed alla disinfezione termica dello strumentario. La detergenza automatica, oltre a non garantire sempre una pulizia costante e omogenea, può contribuire a sua volta in maniera diretta alla corrosione dei ferri chirurgici, per due ordini di motivi:

  • la pulizia incompleta dei ferri lascia residui organici ricchi di cloruri, che contribuiscono ad innescare fenomeni di corrosione;
  • i prodotti chimici utilizzati nel ciclo di lavaggio possono essere troppo aggressivi nei confronti degli acciai inossidabili dei ferri chirurgici determinandone la corrosione.

Nel ciclo operativo delle lavaferri automatiche si distinguono tre fasi: detergenza; neutralizzazione; disinfezione termica.
La detergenza a caldo, che segue una fase di risciacquo con acqua calda, è sicuramente la fase più delicata dell'intero ciclo di lavaggio e deve assicurare l'asportazione completa dei residui organici presenti sui ferri.
L'azione detergente, favorita dalla temperatura dell'acqua, è chiaramente legata alle caratteristiche ed all'efficacia del 'sapone' utilizzato in questa fase: si va sempre più diffondendo l'impiego di detergenti enzimatici, che associano all'azione propria dei tensioativi di tipo classico un'azione pulente di natura microbiologica, esercitata da enzimi particolari, che comporta l'aggressione, la disgregazione e il conseguente distacco delle incrostazioni organiche presenti sui ferri.
In realtà, è poco conosciuto e quindi praticamente ignorato il pericolo di corrosione microbiologica associato all'impiego di questi prodotti: la corrosione microbiologica è infatti scienza relativamente giovane e poco conosciuta a gran parte dell'utenza industriale.
I meccanismi di corrosione microbiologica si distinguono in due grandi categorie: i processi aerobici e quelli anaerobici.
Nei processi aerobici, il meccanismo corrosivo è dovuto al processo 'respiratorio' dei microorganismi impiegati, che aumenta fortemente l'afflusso di ossigeno sulla superficie metallica, incrementando notevolmente la corrosione "normale" del metallo e favorendo l'innesco di fenomeni di corrosione localizzata, come il pitting e la crevice corrosion sugli acciai inossidabili dei ferri chirurgici.
Anche la neutralizzazione che segue la fase di detergenza può esercitare un ruolo importante nella corrosione complessiva dello strumentario: in questa fase si utilizzano prodotti acidi che servono a solubilizzare e rimuovere completamente gli ossidi formati durante la detergenza enzimatica ed a rendere la superficie dei ferri 'apparentemente' pulita ed integra.
In realtà oltre ad asportare ossido e metallo superficiale la soluzione acida ha un'azione corrosiva diretta e pericolosa in tutte le zone schermate in cui si ha un contatto metallo-metallo o metallo-plastica, dove si possono determinare le condizioni idonee per l'innesco di forme di corrosione interstiziale, che potranno svilupparsi successivamente in maniera più pericolosa durante le fasi di disinfezione termica e soprattutto di sterilizzazione a vapore.
Durante la fase finale di disinfezione termica dei ferri l'acqua raggiunge temperature elevate (circa 90oC), a cui si possono associare 'normali' effetti corrosivi da 'acqua calda', che risulteranno più accentuati nelle zone superficiali dove si siano precedentemente innescate forme di corrosione localizzata.
Solo in questa fase del ciclo di lavoro delle lavaferri la "qualità" dell'acqua utilizzata può esercitare un ruolo diretto nella corrosione dei ferri; nelle due fasi precedenti la durezza dell'acqua, più che sulla corrosione, può intervenire sull'effetto di detergenza dei ferri interagendo con i tensioattivi utilizzati nell'operazione.